Fenomenologia

Che differenza c’è fra suono e musica ?
Come fa un compositore a tenere vivo l’interesse dell’ascoltatore ?
Cosa rende trasmissibile un brano di musica ?
In che rapporto stanno l’inizio e la fine di un brano ?
Quando il tempo musicale diventa “costruttore di forma” ?
Per un brano di musica in che senso si può parlare di… durata ?
Che differenza c’è fra velocità e tempo ?
Come si decide il tempo di esecuzione di un brano di musica ?
Che differenza c’è fra tempo musicale e tempo fisico ?
Qual è il rapporto fra tensione e intensità ?
Che cosa si intende per Punto Massimo di una composizione ?
Punto Massimo e…fortissimo sono necessariamente legati?
Che cosa c’è di interpretabile in musica ?
Interpretare o… riconoscere ?
Che cos’è il talento musicale ?
A che serve il direttore d’orchestra ?
Come si proporziona il gesto del direttore?
Quando finisce un brano di musica ?

Queste sono solo alcune delle domande cui Sergiu Celibidache ha cercato di dare delle risposte col suo insegnamento che, per i forti agganci con la nota filosofia Husserliana, va sotto il nome di “fenomenologia della musica” (già iniziata da altri validi musicisti quali Ernest Ansermet).

La caratteristica fondamentale dell’approccio fenomenologico al fatto musicale sta nel dare maggiore importanza all’Erlebt, il vissuto (condizione imprescindibile affinché la musica possa definirsi tale), piuttosto che alle formulazioni teoriche. Mediante corsi, stages e conferenze, l’Associazione “Celibidache” si propone di esemplificare concretamente le risposte, permettendo a ciascuno di penetrare più a fondo il mondo dell’Arte musicale e goderne appieno. Mediante i canali di comunicazione dell’Associazione, inoltre, ciascun socio potrà avere informazioni, commenti e risposte individuali.